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La coppia e l’ansia da gravidanza arcobaleno

Il primo Webinar adatto a chi è in attesa o a chi sta progettando una gravidanza dopo l’aborto e a chi soffre di ansia in gravidanza.

Quando si progetta di avere un figlio o si è in attesa alcune ansie sono più che normali,ad esempio preoccupazioni riguardanti la possibilità di concepire un neonato con anomalie,di avere un aborto, di avere delle complicanze durante la gravidanza o durante la nascita; oppure preoccupazioni sulla propria capacità di prendersi cura del bambino, compreso l’allattamento al seno e di tranquillizzare il bambino quando piange; le preoccupazioni possono inoltre riguardare i cambiamenti del proprio corpo, la relazione con il partner, le prestazioni lavorative o eventuali tematiche economiche.

Tuttavia quando le preoccupazioni interferiscono con il funzionamento quotidiano e causano un notevole disagio è importante consultare uno specialista.

L’ansia materna è stata associata a una serie di esiti negativi della gravidanza, tra cui aborto spontaneo e ipertensione durante la gravidanza, con forti evidenze di parto prematuro e basso peso del neonato alla nascita. Alcuni studi dimostrano inoltre effetti nel medio e nel lungo termine nei bambini di madre con ansia perinatale. Non affrontare un’ansia patologica in gravidanza vuol dire esporre sia la mamma che il nascituro al rischio di conseguenze negative.

Questo Webinar nasce con lo scopo di prevenire l’ansia in gravidanza e di fornire strumenti utili per fronteggiarla.

Il webinar é composto da due parti: la parte teorica che dura circa 40min e la parte pratica che dura circa 45min. La parte teorica ha un costa di 30 euro entrambe le parti 40. Il costo é valido a coppia. Viene emessa la fattura sanitaria quindi il prezzo poi sarà scaricabile. Per quanto riguarda la parte pratica, oltre a fare un’esperienza con noi vi daremo degli strumenti per affrontare l’ansia durante la gravidanza o per chi necessita faremo degli incontri con le singole coppie a prezzo agevolato.

Secondo Convegno Nazionale Società Scientifica di Psicoterapia Strategica

Il Contributo della Dott.ssa Michela Merlino

Bigoressia, dismorfismo corporeo e restrizioni alimentari


La bigoressia, conosciuta anche come vigoressia, anoressia inversa o complesso di Adone, è un disturbo alimentare, che colpisce soprattutto chi pratica sport come il body building. Il termine deriva dall’inglese big, grande e dal termine latino orex, che significa appetito. La bigoressia, è un disturbo in cui il soggetto costruisce la propria autostima e il senso di sé sul proprio aspetto fisico, ossessionato dalla paura di essere troppo esile, adotta così atteggiamenti disfunzionali tradotti in estenuanti allenamenti, restrizioni alimentari e abuso di anabolizzanti. Si parla di disturbo quando è presente un dimorfismo corporeo, che conduce gli individui a non riconoscere i propri cambiamenti, con un conseguente iperinvestimento sulla cura della propria immagine con effetti devastanti. I soggetti affetti da bigoressia sono soliti mettere in atto comportamenti compulsivi, tra cui: specchiarsi di continuo, paragonare costantemente il proprio corpo con quello degli altri, provare forte stress in situazioni in cui sono costretti a saltare i pasti o le sessioni di allenamento. Inoltre spesso è presente isolamento sociale e tendenza a stati depressivi. Dal punto di vista strategico i protocolli adottati per il disturbo ossessivo compulsivo e per i disturbi alimentari sembrerebbero soluzioni più adatte al trattamento di un disturbo così diffuso, ma ancora poco trattato in ambito clinico. Individuando le tentate soluzioni disfunzionali messe in atto dalla persona, si potrebbe procedere a modificare la percezione che determina le reazioni compulsive. Ritualizzare la compulsione, in spazi e tempi prefissati, condurrebbe il soggetto a situazioni ritenute “fastidiose”, spingendolo con il tempo a rinunciarvi o a modificarne la percezione. In merito alle restrizioni alimentari e all’inclusione di diete costituite per lo più da alimenti iperproteici, la prescrizione di “restringere senza restrizione” potrebbe avere notevoli effetti, strategia tra l’altro utilizzata ed assodata in altri disturbi del comporta- mento alimentare.

Il conributo della dott.ssa Anna Orfanò

La perdita di un bambino mai venuto al mondo: un lutto non riconosciuto, l’aborto spontaneo, le strategie per superarlo


Fin da quando una coppia inizia a parlare della possibilità di avere un figlio inizia ad avere vari immaginari riguardante la famiglia. Successivamente, quando si inizia a cercare una gravidanza si inizia ad istaurare un legame affettivo con il bambino immaginario, si iniziano a fare progetti, vi sono delle aspettative e dei sogni. Nel momento in cui il test di gravidanza è positivo, si fanno le prime ecografie, si inizia, assieme al partner, a fantasticare sul nome, sul rapporto che si potrebbe creare, intensificando un legame. È per questo motivo che alla frase “non c’è più battito” l’esperienza può essere traumatica, a prescindere dal tempo di gestazione. L’aborto precoce è un lutto difficile da elaborare e a livello sociale è poco compreso in quanto si piange un bambino mai nato. Nel momento in cui la donna subisce l’aborto inizia ad avere pensieri per la quale inizia a sentirsi fallita come donna e come madre che non è riuscita a portare al termine la gravidanza. La prima risposta emotiva all’aborto sono i sensi di colpa seguiti da rabbia, frustrazione e pensieri depressivi. Nonostante il lutto perinatale colpisca in Italia ogni anno circa il 30% delle donne in prima gravidanza, lo spazio di supporto psicologico è bassissimo e ancor di più lo è per l’aborto precoce. La prima cosa da fare dunque e l’accettazione di questo lutto socialmente non riconosciuto. La psicoterapia strategico breve integrata è particolarmente adatta a facilitare il processo di elaborazione del lutto, lavorando in direzione del cambiamento e della riorganizzazione con strategie e pianificazioni, la persona verrà accompagnato a “vivere il lutto”. Ognuno ha diversi modi di affrontare il lutto, di conseguenza anche la terapia andrà cucita sul paziente, sul suo sistema percettivo-reattivo. Uno dei problemi del lutto riguardante un aborto precoce è che difficilmente si passa veramente in mezzo al lutto, la società spinge per riprovarci subito. Una strategia per vivere il lutto può essere la prescrizione del medesimo, o ancora, la prescrizione della lettera. E’ da qui che nasce il progetto Maternità Difficili.

Per vedere l’intero programma del convegno nazionale clicca sul link di seguito https://psicoterapeutistrategici.org/programma-convegno/?fbclid=IwAR3mrxCO0IFVdYnH6iW8utzTdonxh1vnvhuY58Bv6h3g63rREkQjq0Orf_U

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